Quando accarezziamo un gatto non immaginiamo di toccare un mantello così denso e folto da esser composto da circa 25000 peli per cm².
Il suo manto ha una struttura ben definita, fatta da diversi tipi specifici di peli con scopi differenti tra cui respingere l’acqua, l’isolamento termico e la protezione della cute.
L’universo cromatico dei mantelli dei gatti è straordinariamente vario, ricco di combinazioni tanto creative e sorprendenti da sembrare opera di un pittore.
Iniziamo dai colori solidi o “self” ovvero tutto il manto è di un unico colore omogeneo, senza macchie o tigrature.
Infatti il colore di ogni singolo pelo è uniforme dalla base alla punta:
Nero: è un colore dominante rispetto agli altri, se il manto di un gatto nero come ad esempio il Bombay si espone tanto al sole, sopratutto d’estate, può scolorire leggermente e far comparire delle sfumature rossastre.
Blu: non ci si riferisce al colore blu che conosciamo noi, ma qui si intende un manto grigio chiaro o scuro che è una diluizione del colore nero, come quello classico del British shortair, del Korat, del Blue di Russia e del Certosino.
Cannella: è un colore marrone chiaro caldo, simile a quello della cannella che usiamo in cucina e che deriva da una mutazione del nero, ne sono un esempio l’Abissino e il Somalo nei quali viene chiamato manto “Sorrel”.
Daino: è un colore bruno-giallo caldo che deriva da una diluizione del color cannella ed è visibile in una variante dell’Abissino e del Somalo.
Cioccolato: equivale al marrone caldo come colore ed è una mutazione del nero, lo ritroviamo in una variante del British shortair e York chocolate.
Lilla: si intende un colore lilla pallido con al suo interno delle leggere sfumature rosa ed è una diluizione del color cioccolato, anche quì presente in una variante del British shortair, American shortair e Scottish fold.
Rosso: è un colore arancione profondo, luminoso, caldo, senza sfumature più chiare o tigrature ed è ritrovabile in una variante del Persiano.
Crema: è simile ad un color pastello pallido ed è una diluizione del rosso, anche in questo caso visibile in una variante del Persiano.
British shorthair (Blu)
Somalo (Daino)
Il Bianco non è un colore solido ma è un colore considerato al di fuori della classificazione standard analizzata.
Potremmo dire che sia un “non colore” poiché è dato da un gene dominante che “nasconde” tutti gli altri colori seppur presenti.
I gatti tutti bianchi sono molto delicati di pelle tanto da potersi esporre poco al sole per non incorrere nell’insorgenza di carcinomi a orecchie e naso.
E’ giusto ricordare che un gatto bianco non è automaticamente Albino, per esserlo deve avere anche gli occhi blu e molto spesso essere sordo da una o da entrambe le orecchie.
Esistono inoltre delle varietà di colori con il Bianco.
Bicolore: il colore bianco occupa circa metà del mantello tra collo, pancia e zampe mentre l’altro colore predominante è sul muso, coda e resto del corpo.
Tricolore o Calico: il mantello presenta macchie separate e distribuite di colore bianco, rosso e nero. Geneticamente parlando è un manto esistente solo nelle gatte femmine.
Il mantello Tricolore si trova anche in versione "Tortie" o Squama di tartaruga, chiamato così perché ricorda le scaglie del carapace di una tartaruga.
Si presenta con una distribuzione del colore ben mescolato quasi da formare un disegno marmorizzato e la sua variante più comune è con i colori nero e rosso.
Anche in questo caso lo si trova solo nelle gatte femmine per ragioni genetiche.
Infine, esistono i colori più rari, tipici dei disegni del manto di tipo “Shaded” e “Chinchilla”:
• Oro: è un colore sull’albicocca o miele chiaro e la base del pelo non è depigmentata.
• Argento: è un colore bianco - argento e la base del pelo è depigmentata, più chiara.
British longhair (Oro)
Persiano (Chinchilla Argento)
Grazie a questa enorme varietà di colori e combinazioni, il mantello del gatto da vita ad un’armonia estetica che affascina da secoli l’uomo e che rende ogni gatto unico nel suo genere.