La percezione felina
Chi siamo noi per il nostro gatto
Chi siamo noi per il nostro gatto
Quante volte abbiamo, purtroppo, sentito dire: <<Il gatto si affeziona solo alla casa>> oppure <<il gatto è solo un approfittatore che pensa ai suoi comodi>>.
É tempo di uscire dal pregiudizio che al gatto non interessi niente della relazione con noi e di sfatare il mito che la sua tendenza alla richiesta, soprattutto di cibo, lo renda un opportunista.
Il nostro gatto ci percepisce come dei referenti importanti e delle figure protettive verso cui rivolgersi non solo per le sue necessità di welfare e diverse esigenze ma anche per arricchire la propria vita di momenti piacevoli come attività di gioco, esplorazioni, momenti rilassanti, interessi, stimoli, conferme affettive, contatto, protezione e condivisione di momenti di vita quotidiana.
Questi aspetti sono indispensabili per vivere bene in relazione con noi attraverso un rapporto basato sulla fiducia, serenità, rispetto e continuità.
Il potersi affidare serenamente a noi, è frutto della fiducia guadagnata e dell’essere visti come una base sicura verso cui attuare una comunicazione di richiesta che non solo caratterizza il rapporto tra cuccioli e la madre ma anche il comune rapporto tra gatto e noi.
Come ogni specie, anche il gatto, interpreta la relazione di convivenza e di affiliazione sulla base della propria dimensione sociale.
Infatti, ci viene a cercare non solo per ottenere del cibo ma anche per realizzare le sue esigenze e bisogni relazionali che dimostrano quanto abbia bisogno di costruire con noi un rapporto solido basato sulla partecipazione.
Il gatto tiene conto delle nostre abitudini, stili di vita, attività e perciò frequenta alcune zone della casa anche sulla base della nostra presenza che lo fa sentire rassicurato ma soprattutto di quello che normalmente facciamo nelle diverse stanze dell’ambiente domestico.
Se osserviamo bene il modo in cui il gatto interpreta la relazione con noi, scopriremo che ha molteplici modi per dimostrarci il piacere di stare insieme e condividere momenti.
La richiesta: avviene quando il gatto richiama l’attenzione su di sé rivolgendosi a noi in tutte le situazioni di bisogno (aiuto, conforto, attenzioni, cibo, acqua…). Ce lo dimostra con lo sguardo referenziale ovvero l’orientamento verso di noi quando si trova di fronte a qualcosa che non conosce, che produce allerta o che non sa come risolvere.
La proposta: il gatto vuole coinvolgerci in qualche attività da fare insieme, come il gioco per cui si parla di ingaggio motivazionale ludico cioè manifesta questa sua tendenza richiamandoci e invitandoci come un compagno di giochi.
Il coinvolgimento: è la tendenza del gatto a interessarsi di quello che stiamo facendo, a raggiungerci quando ci mettiamo a fare qualche attività e di attivarsi in relazione alla nostra presenza.
L’affiliazione: il gatto esprime nei nostri confronti alcune espressioni di amicizia ed affetto come il dormire insieme, fare le fusa, la marcatura strusciandosi tra le gambe cioè il Rubbing e dare le testatine contro di noi ovvero il Bunting. Tutti comportamenti ancora più frequenti nel gatto affettuoso in cui è evidente la tendenza et-epimeletica che si basa sul piacere di essere accudito e coccolato come un cucciolo.
In altre parole, per i nostri gatti non siamo soltanto coloro che riempiono la ciotola o puliscono la lettiera, ma figure riconoscibili e di riferimento con cui creare un legame vero, profondo e sereno.
Non siamo i loro padroni, ma bensì i loro compagni di vita.