Istinto felino
L'innato che guida il gatto
L'innato che guida il gatto
Quando parliamo di istinto, di ciò che è innato, affrontiamo un tema centrale per la vita di un animale e, in modo particolare, di un gatto.
L’innato rappresenta la prima struttura di conoscenza attraverso cui si apprende e che ci spinge a fare esperienza.
Potremmo dire quindi che l’innato si esplicita attraverso l’apprendimento e l’appreso si realizza attraverso l’innato.
Non si tratta di due dimensioni separate, ma di un sistema dinamico in cui ciascuna influenza l’altra.
I comportamenti di un gatto sono fortemente influenzati anche dall’istinto, infatti presenta delle caratteristiche innate, frutto della storia della specie detta filogenesi oltre che delle caratteristiche apprese, frutto della storia particolare dell’individuo detta ontogenesi.
Questa doppia matrice spiega perché, pur appartenendo alla stessa specie, ogni gatto presenti tratti comportamentali unici.
Le dotazioni o disposizioni innate, sviluppatesi attraverso la selezione naturale, sono i moventi interni fondamentali, necessari e sufficienti a creare il comportamento.
In pratica, orientano il soggetto verso particolari obiettivi e definiscono le modalità con cui questi vengono raggiunti, ad esempio:
Predare: da buon solista, cacciare piccoli animali è per lui un attività individuale, crepuscolare e non solo legata alla sopravvivenza. Non a caso, l’inseguimento di qualcosa che si muove per catturarlo è una risposta innata, che si attiva anche in assenza di una reale necessità alimentare poichè è sufficiente la presenza di un elemento evocativo che richiami il suo istinto alla predazione. Proprio come accade nel gioco predatorio con balzi, rincorse, agguati, grazie ad una pallina che rotola per terra.
Scavare: è un comportamento innato che fa parte della cosiddetta “sequenza eliminatoria” che comporta scavare un buco in un substrato sabbioso per eliminare urine e deiezioni che poi verranno coperte con l’intento di nascondere la propria presenza ed evitare di attirare predatori con il suo odore. Questa caratteristica è stata preservata dal suo antenato, il Felis Silvestris Lybica. L’istinto di scavare nella lettiera è notevolmente visibile anche in un gattino di pochi mesi privato della madre, quindi senza neanche la possibilità di apprendimento materno per mimesi.
Pulirsi: la cura del pelo e la pulizia del corpo cioè il grooming è un comportamento innato tipico del gatto che dopo aver consumato la sua preda, ha bisogno di toglierne le tracce dal muso eliminandone così l’odore nel rischio di incontrare dei predatori. Non è diverso da ciò che fa il nostro gatto dopo aver finito di mangiare il cibo nella sua ciotola. Il grooming diventa un rituale preciso, radicato nell’istinto e nella sua natura con uno scopo anche sociale e calmante.
Marcare: la tendenza territoriale di un gatto si esprime anche con le marcature feromonali. Proprio per definire e difendere attivamente il proprio territorio mette in atto dei comportamenti innati quali sfregare il muso su degli oggetti, graffiare superfici e, in alcuni casi, spruzzare urina su superfici verticali per depositare feromoni. Marcare è un mezzo efficace per comunicare con i propri simili e per sentirsi al sicuro nel proprio ambiente.
Grazie all’innato, al suo istinto, il gatto entra in relazione con il mondo poichè è ciò che lo orienta, lo guida e lo predispone all’esperienza ancora prima che questa avvenga.